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L'Affabulatore: La maschera APC che non sapevo di avere

  • andreamagini
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min



Andrea Magini
Andrea Magini

Il 2014 e la profezia di un equilibrista

Nel 2014 scrivevo "L'Affabulatore". In quel periodo, la mia vita era una giostra frenetica di palcoscenici, luci e trasformismo. Pensavo di scrivere una canzone sullo spettacolo, sulla magia del teatro, sulla capacità di un artista di diventare "quello che vuoi".

Oggi, nel 2026, rileggo quelle parole e sento i brividi. Non stavo scrivendo una canzone pop; stavo descrivendo, senza averne ancora la consapevolezza clinica, il mio Masking. Stavo urlando la fatica di un cervello ad Alto Potenziale (APC) e ADHD che corre su un "filo di fumo" per non cadere nel vuoto del giudizio di un mondo neurotipico.


Analisi di un testo: "Io sono quello che vuoi"

Rileggiamo insieme un passaggio della canzone:

"Io sono quello che vuoi, tu chiedi e io mi trasformo / Nel grande affabulatore, il cantante e l’attore / Io sono quello che chiedi, sono quello che vuoi..."

Per anni ho venduto questa capacità come un talento istrionico. Ma cosa c’è dietro questa trasformazione continua? C'è l'adattamento camaleontico. La necessità di processare miliardi di dati ambientali per capire cosa il pubblico (o la società) si aspetta da noi, e darglielo. È un superpotere, certo, ma ha un costo energetico devastante. È il peso di una maschera che aderisce così bene al volto da finire per soffocarti.


Correre sul filo di fumo: l'iperfocus e l'ansia da prestazione

"Corro sul filo di fumo inseguendo il futuro / e nel pericolo sguazzo"

Questa è la fotografia esatta dell'iperattività mentale. Noi neurodivergenti non camminiamo su strade asfaltate; noi corriamo su fili di fumo. La nostra stabilità è dinamica: se ci fermiamo, cadiamo. Il "pericolo" di cui parlo nel testo è quell'adrenalina che cerchiamo costantemente per far funzionare un cervello che, altrimenti, si annoierebbe a morte.

Ma correre senza fermarsi mai, come dico nel brano ("E corri senza fermarti mai"), porta inevitabilmente a quel senso di "fame di vita" che racconto nel mio nuovo libro. Una fame che ti fa mangiare tutto, ma non ti fa assaporare nulla.


Dall'Affabulatore all'Asino: La Liberazione

C'è un ponte invisibile che collega l'Affabulatore del 2014 all'Asino del 2026.

L'Affabulatore correva per compiacere, per "strappare un sorriso" e proteggere gli altri dalla "malinconia del mondo là fuori". Si faceva carico del benessere altrui per nascondere il proprio caos interiore.

L'Asino, protagonista del mio libro "L'asino che ragliava meglio", è l'evoluzione consapevole. È l'affabulatore che ha deciso di scendere dal filo di fumo. Ha capito che non deve più trasformarsi per essere accettato. Ha imparato che il suo "raglio" non è un errore di sistema, ma la sua frequenza autentica.


Il Testo Integrale: "L'Affabulatore"

Vi lascio qui il testo originale, perché possiate leggerlo con i miei occhi di oggi. Cercate tra le righe la fatica, la voglia di riscatto e quella promessa finale: "Tu lotta sempre e manda avanti i sogni / E so che vincerai".


Io sono un equilibrista

e da palazzo a palazzo

corro sul filo di fumo inseguendo il futuro

e nel pericolo sguazzo

Io sono quello che vuoi, tu chiedi e io mi trasformo

Nel grande affabulatore il cantante e l’attore

Io sono quello che chiedi, sono quello che vuoi

Io ti porto in un mondo dove sono reali tutti i sogni che hai

E con un gesto solo io ti porto via

Da tutto questo marcio e questa malinconia Del mondo là fuori

Ecco ti do le chiavi Del mio regno a colori

E con le luci impazzite ti illumino il viso

E mentre mi vesto di sogno ti strappo un sorriso

La musica che sale forte si alzano mani e chitarre distorte

che spazzano via quella linea sottile che divide i tuoi sogni dai miei E ora tieniti forte, comincia la giostra Che ti porta nel blu

È semplice cambiare Basta lasciarsi andare

Dentro le emozioni Nel tempo di una canzone

E chiudi gli occhi un momento

Lasciati andare nel vento

Delle emozioni che hai

Note e accordi vanno in sequenza

E prendono consistenza Insieme ai sogni che hai

 Corri insieme a me su quel filo di fumo

E non aver paura non cadrai

E corri forte verso quel futuro

E corri senza fermarti mai

Perché la vita non concede sconti

Ma tutto questo so che già lo sai

Tu lotta sempre e manda avanti i sogni

E non aver paura vincerai

Tu lotta sempre e manda avanti i sogni

E so che vincerai

E so che vincerai


Perché parlo di questo oggi?

Perché molti di voi che mi leggono si sentono ancora su quel filo. Sentite il peso di dover "affabulare" colleghi, partner, amici. Pensate che la vostra velocità sia un difetto.

Ho scritto "L'asino che ragliava meglio" proprio per dirvi che potete scendere dalla giostra. Potete smettere di essere "quello che gli altri chiedono" e iniziare a essere quello che siete.

Se la mia musica vi ha dato un regno a colori, il mio libro vi darà le chiavi per abitarlo senza maschere.


Andrea Magini – autore, attore e cantautore italiano.

Scrive di spettacolo, musica e narrazione contemporanea




 
 
 

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