
Andrea Magini | Progetti Live
Stagione 2026 / 2027
La programmazione dal vivo di Andrea Magini per la stagione 2026/2027 si concentra su tre percorsi tematici distinti, selezionati per offrire una narrazione organica tra teatro di parola, musica e satira civile.
L’attività privilegia da sempre la dimensione dell'ascolto e il rigore degli spazi indoor — teatri, auditorium e luoghi deputati alla narrazione — ma per la stagione corrente l'offerta si apre a una selezione mirata di spazi all'aperto, privilegiando contesti e location in grado di accogliere proposte agili senza rinunciare alla densità del rapporto diretto con il pubblico.
La proposta live di questa stagione si articola in tre produzioni cardine:
DECAMERON

IL DECAMERON Sette secoli e non sentirli. Andrea Magini sale in cattedra — o meglio, su uno sgabello — per dimostrare che la "peste" del 1348 non è mai finita: è solo diventata digitale. Un viaggio istrionico tra le novelle di Boccaccio che mette a nudo i vizi, le beffe e le ipocrisie del nostro presente. Tra satira politica e risate feroci, la narrazione diventa l'unico vaccino possibile contro il cinismo dei nostri giorni

Do You Remember è un viaggio teatrale e musicale dentro la memoria collettiva di una generazione cresciuta senza algoritmi, tra cassette, gettoni e sogni a due ruote. Uno spettacolo che mescola canzoni originali, monologhi ironici e momenti poetici, per raccontare l’Italia di ieri e riflettere su quella di oggi. Un ritratto affettuoso e lucido di chi ha imparato a vivere senza smartphone, quando l’amicizia si misurava in chilometri e non in like.
Do You Remember
L'ASINO CHE RAGLIAVA MEGLIO

Dimenticate le presentazioni letterarie convenzionali. Questa è la Presentazione alla maniera di Magini: un ibrido tra satira, narrazione civile e teatro-canzone.
Partendo dalle riflessioni graffianti del saggio, Andrea Magini porta in scena una "Presentazione-Spettacolo" che trasforma la parola scritta in azione drammatica. Un monologo d’attore che seziona le follie della contemporaneità, dove il libro diventa il pretesto per una "Stand-up Therapy" collettiva. Non si legge soltanto: si vive il ritmo della satira antropologica dal vivo.