Fra Cipolla e le “Passeggiate” della Fede (e della Sicurezza)
- andreamagini
- 3 feb
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C’è una scena nel Decameron che è un manuale d’istruzioni per leggere la politica italiana di oggi. Giovanni Boccaccio racconta di Fra Cipolla, imbonitore formidabile, che arriva a Certaldo con una cassetta contenente la reliquia delle reliquie: una piuma dell’Arcangelo Gabriele. Il popolo accorre, si accalca, vuole vedere il miracolo, e non si chiede come ci sia finita in quella scatola la piuma dell’Arcangelo. Non si chiede chi gliel’abbia strappata dalle ali, e soprattutto non si chiede come mai l’Arcangelo non abbia incenerito sul posto il responsabile. Esattamente come noi, quando ci raduniamo ad ascoltare chi promette di “ripulire le città”, sventolando la piuma della Sicurezza come fosse un amuleto magico: “votateci e avrete la piuma”, dicono. E noi, come i Certaldini, aspettiamo fiduciosi l’ostensione del prodigio.
Il problema nasce quando la cassetta si apre. Nella novella, due burloni rubano la piuma e ci mettono dei carboni spenti. Quando Fra Cipolla, davanti alla folla, vede il nero del carbone al posto della piuma angelica, non si scompone: non ammette il fallimento, ne tantomeno dice “mi hanno fregato”, ma soprattutto non dice “ho mentito”. Invece imbastisce una supercazzola geografica e mistica: quei carboni non sono un imprevisto, sono un segno, anzi sono persino più sacri della piuma. Sono i carboni del martirio di San Lorenzo, e Dio stesso ha voluto che comparissero lì, proprio in quel momento, perché la folla aveva bisogno di quel messaggio.
Ebbene: oggi assistiamo alla versione 2.0 di Fra Cipolla, ma ambientata nelle nostre periferie. Vediamo politici che amministrano le città, che hanno le chiavi dei palazzi e il comando dei vigili, scendere dal pulpito del potere per fare le “passeggiate per la sicurezza”. La stessa sicurezza promessa, la stessa sicurezza per cui hanno ottenuto i voti che li tengono lì.
È un capolavoro di controsenso: aprono la cassetta della loro gestione, vedono che dentro ci sono solo i carboni spenti del degrado e dell’insicurezza, e allora cosa fanno? Invece di vergognarsi, iniziano a camminare per le strade indicando quei carboni. “Guardate che sporco!”, dicono tronfi. “Guardate che insicurezza!”, gridano ai passanti, come se a governare fosse il vicino di casa e non loro. È Fra Cipolla che organizza una processione per protestare contro l’assenza della piuma che lui stesso doveva portare: il governante che si traveste da cittadino indignato per manifestare contro la propria incapacità.
Ma la satira vera, alla fine, non sta neanche nel politico. Sta nel pubblico. Nella novella, i Certaldini vedono i carboni, ascoltano la panzana del frate e fanno offerte ancora più generose, convinti di aver assistito a un miracolo. Allo stesso modo, noi guardiamo queste passeggiate elettorali tra i rifiuti e lo spaccio, ascoltiamo chi comanda dirci quanto è brutto il degrado che lui stesso non sa risolvere, e invece di chiedergli conto delle chiavi che ha in tasca, gli stringiamo la mano. Fra Cipolla ha vinto ancora: ha sostituito la piuma della realtà con il carbone della propaganda, e noi siamo ancora lì, col naso per aria, a ringraziarlo perché ci ha spiegato quanto è nero il carbone.
Andrea Magini – autore, attore e cantautore italiano.
Scrive di spettacolo, musica e narrazione contemporanea




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